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Convegno "SCUOLA E REGIONE. Dimensionamento in montagna" a Tolmezzo
Martedì 17 Gennaio 2012 14:42

Il gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori prosegue l'illustrazione ai cittadini della proposta di legge per la qualità del sistema di istruzione e formazione in Friuli Venezia Giulia, già depositata in Consiglio regionale lo scorso 7 ottobre.
Il prossimo appuntamento, dopo gli incontri Udine e Pordenone che hanno visto una grandissima partecipazione, si terrà mercoledi 25 gennaio alle 17.30 presso la sala conferenze del Museo Carnico di Tolmezzo.
A renderlo noto il Consigliere regionale dell'Italia dei Valori Enio Agnola, membro della commissione istruzione, che presenzierà all'iniziativa assieme alla Consigliera provinciale di Udine Paola Schiratti, VicePresidente della Commissione scuola e  coordinatrice regionale delle donne IDV.
Nell'incontro di Tolmezzo si parlerà della proposta di legge e si affronterà il problema del dimensionamento scolastico in montagna confrontandosi con esponenti del mondo della scuola come il preside Bruno Seravalli, il preside  Pasquale d'Avolio e la prof. Tiziana Bortoluzzi. Seguirà il dibattito a cui potranno partecipare tutti i presenti.
IDV attraverso la proposta di legge chiede alla Regione FVG di assumersi la responsabilità di mantenere e innalzare  il livello di qualità di tutto il sistema  formativo regionale e contrastare i tagli agli organici, al tempo scuola e alle risorse per l'istruzione attraverso una legge regionale sulla scuola.
Lo Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia prevede la possibilità di un intervento autonomo della regione  sul sistema scolastico regionale nel rispetto  della  legislazione nazionale; in questa direzione vanno anche le norme sul  federalismo e la riforma del titolo V della Costituzione: si tratta di possibilità finora mai utilizzate dagli amministratori regionali e a cui la proposta dell' Italia dei valori fa riferimento. La proposta di  legge ridisegna il sistema regionale di istruzione e formazione  razionalizzando la spesa  e rendendo stabili e pluriennali  gli interventi  della Regione sulla scuola e prevede:
• La gestione funzionale da parte della Regione  del personale degli istituti scolastici e la loro distribuzione sul territorio regionale;
• L'assegnazione, da parte della Regione, di risorse aggiuntive per l’ampliamento dell’organico del personale attribuito alle singole istituzioni scolastiche;
• La rappresentanza delle scuole autonome negli organi di governo del sistema regionale
• L'accreditamento di tutte le scuole come enti di formazione riconosciuti dalla Regione, per poter accedere direttamente i bandi di finanziamento e dare maggiore sviluppo della propria attività formativa;
• L’assolvimento dell’obbligo di istruzione  attraverso percorsi integrati di istruzione e formazione professionale a titolarità della scuola pubblica.

A margine dell'incontro proseguirà la raccolta firme per una petizione a sostegno della proposta di un intervento regionale per salvaguardare la qualità delle scuole di ogni ordine e grado del nostro territorio, organizzata da un gruppo di genitori della scuola primaria. La petizione a tutt’oggi ha raccolto circa 2.000 firme.

 

 
Tavola rotonda: "Legge per l'autonomia dei giovani e il Fondo di garanzia per le loro opportunità"
Martedì 17 Gennaio 2012 00:00

I Giovani dell'Italia dei Valori, di Sinistra Ecologia Libertà ed i Giovani Democratici della provincia di Pordenone organizzano una tavola rotonda per dibattere sulle opportunità e i limiti offerti dalla “legge per l’autonomia dei giovani e il Fondo di garanzia per le loro opportunità” di imminente approvazione in Consiglio regionale.
L’iniziativa, aperta a tutte le associazioni giovanili, sindacati, categorie e soggetti interessati, sarà l’ultima occasione per analizzare la proposta di legge, conoscerne le prospettive, le opportunità e i limiti e raccogliere eventuali osservazioni da portare all'attenzione del Consiglio regionale.
L'appuntamento è per Giovedì 19 Gennaio, ore 17:30, presso la saletta incontri dell'ex convento di S. Francesco in Piazza della Motta a Pordenone. Ad introdurre e presentare il quadro regionale della situazione giovanile sarà Nicola Pissas, Responsabile regionale giovani IDV. Ad illustrare la proposta di legge è stato invece chiamato Alessandro Corazza, il più giovane Consigliere regionale, in una veste più tecnica che politica. Infine Marco Pasutto offrirà un confronto con l’attuale legge regionale n. 12/2007 avendo fatto parte del tavolo di lavoro che l’ha creata.
«In un momento storico di crisi e difficoltà come l’attuale, - spiega Nicola Pissas - questa è un’occasione importante di “democrazia partecipativa” per poter conoscere e contribuire a delineare gli strumenti che serviranno alla nostra generazione, e quindi all’intera società, per darsi delle prospettive di vita migliori di quelle che ci aspettano».

Segue DIBATTITO.

Scarica la proposta di legge

Partecipa e diffondi!

 
La Regione salvaguardi la scuola
Sabato 14 Gennaio 2012 00:00

Si è conclusa con una vivace partecipazione la conferenza organizzata a Pordenone dal Gruppo consiliare regionale dell'Italia dei Valori per illustrare la proposta di legge, depositata dai Consiglieri regionali Alessandro Corazza ed Enio Agnola, per la salvaguardia della scuola, la gestione regionale degli organici e l'ampliamento dell'offerta formativa, nata per dare una risposta ai tagli di risorse per la didattica e al personale. La legge vuol contrastare anche il declassamento subito da tutto il sistema nazionale dell'istruzione e formazione, salvaguardandone la qualità.

Ad illustrare i contenuti della proposta, composta da 77 articoli, l'ex dirigente ed ispettore Bruno Seravalli, che ha evidenziato come ci sia la possibilità, senza dover cambiare lo Statuto d'autonomia della Regione, di una gestione regionale degli organici che permetta di ampliare il tempo scuola ed arginare così la limitazione delle compresenze. A fronte invece della flessione di iscritti che si registra nell'ambito della formazione professionale, l'Idv propone un sistema integrato tra gli istituti professionali statali e percorsi regionali di formazione professionale, in particolare per il biennio relativo all'obbligo di istruzione con organico di competenza statale.

Paola Schiratti, Consigliera provinciale Idv a Udine e VicePresidente della commissione Scuola, ha ripercorso tutte le tappe che hanno visto nascere la proposta che vuol dare risposta ai malesseri, alle proteste e alle proposte sollevate da genitori, studenti e docenti che hanno promosso molte iniziative e petizioni popolari per avere ascolto, anche a Pordenone.

«Questa proposta di legge è importante -ha dichiarato Schiratti, che ha coordinando il lavoro all'interno dell'IDV regionale- perché risponde in maniera organica agli interventi scoordinati di Comuni e Regione che tamponano le emergenze».

Alla conferenza si è registrata la presenza qualificata di sindacalisti, rappresentanti degli enti di formazione, docenti, genitori; tra quest'ultimi anche Sonia D'Aniello, rappresentante del Comitato genitori democratici di Pordenone, che ha sottolineato l'importanza di una scuola pubblica di qualità.

«Con questa proposta di legge – ha spiegato il Capogruppo dell’Idv in Consiglio Regionale Alessandro Corazza che ha introdotto e moderato la conferenza – abbiamo aperto il dibattito regionale su un tema così importante come la salvaguardia degli alti standard di qualità del nostro sistema di istruzione e formazione regionale messi in croce dalla riforma nazionale Gelmini e dai tagli che ne sono seguiti. Attraverso questi momenti di incontro ci facciamo carico di raccogliere tutte le osservazioni per fare poi sintesi in Consiglio regionale. Ora ci aspettiamo che anche gli altri partiti e parti in causa intervengano affinché si possa garantire ai giovani della nostra regione le migliori prospettive future possibili. Scuola e formazione sono gli strumenti fondamentali per far uscire il paese dalla crisi».

 
Vitalizi, decisi i prelievi mensili
Giovedì 12 Gennaio 2012 00:00

L’Ufficio di presidenza ha stabilito la percentuale che i singoli consiglieri dovranno versare mensilmente ai fini dell’assegno vitalizio. La quota, fiscalmente non imponibile, è stata fissata al 17,60% sull’indennità, con decorrenza 1° gennaio 2012. «Si tratta di una prassi che annualmente l’Ufficio di presidenza è tenuto ad effettuare” – spiega la vice-presidente dell’aula Annamaria Menosso (Pd). Il collega dell’Udc Maurizio Salvador conferma. L’Idv, una delle forze politiche più attente al tema dei privilegi, non ha nulla da obiettare: «Questa volta pare sia un’operazione in regola che non nasconde niente che possa portare particolari vantaggi ai consiglieri», spiega il capogruppo Alessandro Corazza. E ciò riguarda anche il pagamento delle tasse. L’articolo 4 della legge 314/1997, infatti, afferma che «gli assegni vitalizi, sono assoggettati a tassazione per la quota parte che non deriva da fonti riferibili a trattenute effettuate al precettore già assoggettate a ritenute fiscali». In altri termini su quella quota il consigliere ha già pagato le tasse. «Confermo – continua Corazza – si tratta quindi del semplice adeguamento alla normativa nazionale che ogni anno deve essere aggiornata. In ogni caso – aggiunge – continueremo a fare i cani da guardia». Anche Roberto Antonaz di Rifondazione Comunista, presente alla riunione di ieri, garantisce: «Un atto dovuto». Il vitalizio sarà abolito a partire dal 2013. (Articolo di Gianpaolo Sarti, tratto da "Il Piccolo" del 12 gennaio 2012, pag 18)

 
Conferenza "SCUOLA E REGIONE" a Pordenone
Martedì 10 Gennaio 2012 16:39

banner scuola e regione pnVenerdì 13 gennaio alle ore 17.30, presso la Saletta incontri dell’ex Convento di San Francesco in Piazza della Motta a Pordenone, si terrà la conferenza “SCUOLA E REGIONE. Una proposta per la qualità del sistema di istruzione e formazione nel FVG” organizzata dal Gruppo consiliare regionale Idv.

Verrà illustrata la proposta di legge presentata in Consiglio regionale dal Gruppo dell’Italia dei Valori per la salvaguardia e per il decentramento della scuola, per la gestione regionale degli organici e l’ampliamento dell’offerta formativa, consultabile sul sito del Consiglio regionale.

Interverranno il capogruppo IDV Alessandro Corazza, la Consigliera provinciale di Udine Paola Schiratti, Vice Presidente della Commissione scuola (e coordinatrice regionale donne IDV), il Preside Bruno Seravalli, con uno spazio per interventi dal pubblico e dibattito.
L’Idv del FVG chiede alla Regione un’ assunzione di responsabilità per innalzare il livello di qualità di tutto il sistema formativo regionale, considerando i livelli di eccellenza delle prestazioni raggiunte dai nostri studenti e studentesse, come dimostrano le diverse ricerche nazionali ed internazionali (OCSE PISA, MATHESIS, PROVE INVALSI,…).

La nostra proposta legislativa tiene conto di alcune recenti questioni e problematiche che in questi ultimi quattro anni hanno caratterizzato lo scenario normativo:

  1. Riduzione complessivo del tempo scuola
  2. Riduzione degli organici delle istituzioni scolastiche
  3. Riduzione o eliminazione delle compresenze didattiche
  4. Competenza esclusiva per rilascio qualifiche e diplomi professionali
  5. Assolvimento dell’obbligo di istruzione anche attraverso i percorsi di istruzione e formazione professionali
  6. Attuazione di accordi regionali in tema di sussidiarietà ed integrazione tra i centri di formazione accreditati e gli istituti professionali per la realizzazione di percorsi triennali
  7. Istituzione degli istituti tecnici superiori

LA NOSTRA LEGGE SE APPROVATA CONSENTIRA’ DI GARANTIRE:

Nelle scuole elementari:

  1. Risorse umane per soddisfare in ogni plesso le richieste degli utenti di un tempo scuola di 30 o 40 ore garantendo le necessarie compresenze
  2. servizi (es:la mensa) e strutture necessarie
  3. assegnazione agli alunni portatori di Handicap delle necessarie ore di sostegno
  4. il mantenimento delle scuole di vallata nelle aree montane anche con numeri di allievi inferiori agli standard previsti
  5. riduzione del numero di alunni per classe rispettando le norme sulla sicurezza
  6. mantenimento delle scuole di quartiere e di frazione nelle città con oltre 10.000 abitanti anche se con meno di 10 classi
  7. qualità dell’edilizia scolastica e delle dotazioni didattiche

Nelle scuole secondarie:

  1. Risorse umane per garantire il monte ore necessario alla qualità dell’insegnamento nelle discipline e le attività laboratoriali, stabilendo il corretto rapporto tra prove d’esame e tempo scuola
  2. Valorizzazione della seconda lingua comunitaria in tutti gli ordini di scuole e in particolare nella scuola di secondo grado. Insegnamento delle lingue dei paesi confinanti in tutti gli ordini di scuole nei comuni di confine
  3. Investimento sulle nuove tecnologie e sulla didattica per adeguare la scuola a stili cognitivi degli studenti, potenziando l’uso del laboratorio, la multimedialità e la rete.
  4. Orientamento come intervento che accompagna il pieno sviluppo della persona in relazione ai cambiamenti sociali.
  5. Parità di genere perseguita nella istruzione e nella formazione professionale, intesa come politica mirata a migliorare l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, rimuovendo le cause della segregazione orizzontale e verticale.

Qui trovi il programma della conferenza ed il relativo evento su facebook che ti invitiamo a promuovere.

 
Vitalizi e indennità: operazione truffaldina della Casta regionale
Mercoledì 21 Dicembre 2011 09:40

Con un emendamento trasversale dell'ultimo momento alla Finanziaria 2012, a firma Pdl, Pd, Lega, Udc e Gruppo Misto, i Consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia hanno "blindato" l'assegno vitalizio e l'indennità e introdotto nuovi privilegi. L'Italia dei Valori si è opposta con durezza a questa operazione trasversale, presentando un contro-emendamento per abrogare totalmente e da subito i vitalizi e le indennità di fine mandato, bocciato però dal resto dell'Aula.

L’emendamento sui vitalizi, presentato in aula all’ultimo momento e illustrato furbescamente dai presentatori come fosse un taglio, è in realtà un aumento dei costi della politica e dei privilegi, non certo la loro cancellazione. Visto il momento storico di forte crisi in cui versa l’Italia, con che credibilità si porrà ora la nostra Regione nei confronti dei cittadini e del Governo Monti, se invece che abrogare una delle più clamorose ingiustizie di questo Consiglio regionale in maniera netta e senza trucchi, si sono addirittura aumentati i costi della politica regionale?

Con questo maxi-emendamento vengono inanzitutto slegate sia l’indennità dei consiglieri regionali che le spese a disposizione dei Gruppi consiliari da quelle dei parlamentari che a seguito delle manovre del governo Monti avrebbero subito un ingente taglio, legandole invece all’indennità dei consiglieri regionali che veniva percepita l’1 gennaio 2011, quando cioè la busta paga dei Consiglieri regionali era un po' più alta dell'attuale. Una “messa in sicurezza” da nuovi tagli nazionali dell’indennità e dei soldi a disposizione dei gruppi Consiliari.

Abbiamo cercato di contenere la rimodulazione all'insù presentato un subemendamento che indicizzava l’indennità a quella attualmente in vigore, più bassa, ma senza esito positivo: l’emendamento è stato infatti bocciato da PDL, PD, Lega, UDC e Gruppo Misto (eccetto FLI). Ma l’aver slegato l’indennità dei Consiglieri da quella parlamentare e averla definita all’importo in vigore al 1 gennaio 2011, ha un effetto diretto anche sui vitalizi di chi è già in pensione e di chi ancora deve andarci: evitare che anche questi siano adeguati ai tagli romani.

Viene inoltre introdotta la possibilità per i Consiglieri regionali di optare o meno per il sistema contributivo a partire dalla prossima legislatura - evitando quindi, se vogliono, di versare la quota richiesta -, nonché la facoltà di farsi restituire tutto quanto versato, prima di iniziare a godere del vitalizio: una nuova discriminazione rispetto ai normali cittadini (che non possono fare un’analoga scelta ma sono obbligati dal sistema a versare i contributi).

Abbiamo proposto un contro-emendamento che cancellava totalmente vitalizi e indennità di fine mandato, recuperando i contenuti della proposta di legge già depositata ad agosto 2010 e bloccata dagli altri gruppi al “tavolo sui costi della politica”. L’emendamento è stato però bocciato trasversalmente da tutta l’aula.

La cosa più grave è però la conseguenza che produce questa norma. Nel poco tempo concessomi dal presidente, ho denunciato che andando a modificare la legge sull'assegno vitalizio si fa decadere definitivamente il referendum abrogativo, proposto da un comitato di cittadini di questa regione, che attualmente è all'esame del Tar per il ricorso sull'innammissibilità decretata proprio dal Consiglio regionale, con la contrarietà di IDV e pochissimi altri. In questo modo i Consiglieri regionali hanno eliminato quello che per loro rappresentava un problema non indifferente e questo è molto grave perché cancellano uno strumento democratico previsto dal nostro Statuto andando deliberatamente contro la volontà espressa dai cittadini. Un voto che avevo chiesto ai colleghi del PD di non fare, proprio a salvaguardia delle regole base di uno Stato di Diritto, richiamando la battaglia fatta congiuntamente in Parlamento da IDV e PD, contro la volontà dell’allora governo Berlusconi di far saltare il referendum contro il nucleare. Richiami risultati, alla fine, vani.

Le altre forze politiche avevano preteso un tavolo tecnico-politico dove ricondurre la discussione di tutti i provvedimenti di legge sui costi della politica, a partire da quello che sopprimeva proprio i vitalizi e l’indennità di fine mandato proposto dall’Idv già nell’agosto 2010. Tavolo sancito anche da un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale nella scorsa sessione di assestamento di bilancio nel luglio 2011 che prevedeva che la questione dei vitalizi sarebbe stata affrontata con priorità sul resto. Prendiamo invece atto che gli impegni assunti ufficialmente dagli altri gruppi non hanno evidentemente valore perché sono stati smentiti dai presentatori di questo emendamento, portato direttamente in Aula. Un tecnicismo che oltre a togliere credibilità ai proponenti, ha soffocato la discussione e quindi la possibilità di affrontare compiutamente il tema (i tempi di intervento in Aula sono severamente contingentati) quasi si volesse far passare in sordina l'operazione.

Un vero peccato, segno che la Casta regionale non è in grado di fare uno scatto d’orgoglio e giustizia sociale, mettere da parte i propri conflitti d’interesse, e spogliarsi degli ingiusti privilegi.

Alessandro Corazza


Documenti in allegato:

- 16 Bis 1
- 16 Bis.0.1
- 16 Bis.0.2
- 16 Bis.0.0.1
- I voti degli emendamenti